Dell’esistenza degli unicorni – Parte 1
- 1,4 milioni di anni fa’, Corno d’Africa:
Due uomini appena evolutisi dalle scimmie vagano per le foreste africane, nemmeno loro sanno per cosa. La fame? E che cos’è la fame? Non la sanno ancora loro. Hanno una sorta di desiderio che li spinge ad ammazzare un animale che fugge e a mangiarlo. Con le mani. Crudo. Perché tanto loro non sanno ancora del fuoco, non sanno ancora che il loro corpo ha bisogno di cibo per produrre energia e vivere, non sanno nemmeno che cosa sia il corpo. Non sanno nulla. E come dargli torto? Si sono appena evoluti! Ma ad un certo punto il cielo si fa buio, le nuvole si addensano cariche di elettricità (ovviamente loro non sanno ancora che cos’è l’elettricità.)
Un fulmine squarcia il cielo, piomba a terra e appicca il fuoco su di un albero rinsecchito. I due uomini si mettono a discutere di quello che è appena successo: si chiedono il perché di quel lampo accecante. Da dove è venuto? Che cosa è stato? E quella cosa che ora brilla? Quelle cosa che scotta e che sta toccando l’albero cos’è? E’ caldo, ma provoca dolore se ti avvicini troppo. Ma soprattutto, si chiedono l’un l’altro: che cazzo di versi fai? Ecco la conversazione che ne è seguita (Conservazione ritrovata su pittura rupestre in una remotissima grotta dell’Africa.).
Homo Erectus 1: “Uh?!!?”
Homo Erectus 2: “Uhuh sgruf!”
HE1: “Oh-oh?”
HE2: “Oh! Oh!”
HE1: “Uh…”
- 1,1 milioni di anni dopo, 3000 a.C circa,
Tra il Tigri e l’Eurfrate, nella terra del Medio Oriente, gli uomini, forti del fuoco, hanno costruito città, abitazioni, e soprattutto la scrittura. Prima conferma del fatto che esisteva già una lingua parlata. Eppure ci si potrebbe chiedere: e per un milione di anni come diamine avranno mai fatto gli uomini a colloquiare? Insomma, se avessero seguito per tutto il tempo l’esempio dei due ominidi di prima, a quest’ora ci sarebbero di certo già altri pianeti abitati. No? Eppure i Sumeri inventarono la scrittura, proprio riferendosi a quella conversazione dei due Homo Erectus di 1,1 milioni di anni prima.
Sumero 1: Beh? Che ne dici se “Uh” lo scriviamo così: ȹ?
Sumero 2: Sì, è molto carino. E che ne dici di “sgruf” con ɮ?
S1: Bellissimo! Quindi, aggiungendo “Oh” con ʆ…
S2: ȹɮʆ, ȹɮʆ! ȹʆɮɮȹȹ!!
S1: Che cazzo hai scritto?
S2: Non lo so, prendi il vocabolario.
Ma dimentichiamoci dei due sumeri inventori della scrittura, e concentriamoci su altri due abitanti del luogo, nella fattispecie un sumero qualsiasi e uno sumero meno qualsiasi. I due in questione sono il Sig. Sumero Scemos e il Sig. Sumero Furbok (avevano tutti gli stessi nomi, ma cognomi diversi). Per facilità li indicheremo, d’ora in poi, con il solo cognome di famiglia.
Furbok era noto nel villaggio perché: sapeva usare la scrittura e Scemos no, Furbok aveva tutte le donne che voleva e Scemos no. Furbok insomma non era di certo Scemos, erano diversi. Ma tutto questo non impedì che tra di loro si creasse una bella amicizia. Scemos spesso era a spasso con Furbok per lunghe passeggiate in riva al fiume (uno dei due, a scelta). Un pomeriggio i due, come al solito, camminavano beati discutendo di carcasse in putrefazione e teorie della relatività, quando ad un tratto il cielo si fa buio, le nuvole si addensando cariche di elettricità (che ovviamente non conoscevano ancora) e subito un fulmine squarcia le tenebre, illumina tutto, piomba a terra e appicca il fuoco ad una casa fatta di paglia, lì nelle vicinanze.
Scemos: Oh! Ch’è successo?
Furbok: ȹȹȹ!
S: Parla come mangi, ti prego.
F: Sì, scusa, dicevo: è il fuoco!
S: Ma lo so! Non sono così asino, l’abbiamo scoperto 1,1 milioni di anni fa’, era scritto in quel libricino che mi hai regalato lo scorso Natale.. intendevo: cos’è stata quella luce accecante, cosa ha provocato il fuoco?
F: Qualcuno ce l’aveva con quella famiglia.
S: Davvero? Qualcuno chi?
F: Sì, Qualcuno di veramente grande e potente che può scagliare luce e dare a fuoco le case!
S: Sicuro che tu non stia inventando tutto solo perché Maggheritak non te l’ha data?
F: Sicuro!
[Le bugie sono state scoperte 8 milioni di anni fa’.]
S: E quindi questo Qualcuno lancia raggi di luce?
F: Sì, è il Dio Qualcuno, l’essere più potente che ti punirà se non ti comporti bene.
S: Oh Grande Dio Qualcuno, risparmia le nostre misere vite!
Furbok che, ricordiamolo, era diverso da Scemos, aveva appena creato la prima religione. Quando più tardi gli chiesero di spiegare come fosse possibile esistesse Qualcuno che nemmeno si vede, egli rispose pressappoco così:
Furbok: Potete dimostrare che non esiste?
[Conosciuto anche come “I Principio della Gente Furbak” (discendenti di Furbok).]
- 800 a.C., Grecia Antica:
Stanchi dei Sumeri che c’avevano voglia solo di scrivere e parlare, i greci avevano creato la guerra. La Falange Oplitica. Il vanto di tutta la civiltà greca: uomini col mantellino e le pietre come armi. Immaginate: decide di migliaia di uomini che combattano tutti insieme, ubriachi, perché qualcuno ha delle corna gigantesche sul bel copricapo, frutto di una bellissima donna che tanto fedele alla fine non era. Eppure loro combattevano: per cosa?
Stratega: Combattete per la Patria!
Guerrieri: Quale Patria? Siamo staterelli divisi senza nessun regime fiscale e politico sensato
S: Veramente?
G: …
S: Combattete per la Vostra Famiglia!
G: Ma mia moglie si lamenta già che non sono mai in casa, che non la aiuto con le faccende, che strascuro i bambini, sarebbe meglio se tornassi a casa…
Stratega: Fermi! Allora, allora…
G: …
S: Combattete perché così io possa diventare più ricco, con un harem di innumerevoli donne e grazie alle vostre misere vite!
G: Sììììì! Uooooooooooooh! UH! UH! UH!
Nel frattempo, su un’altura poco distante da quel carinissimo esercito, un guerriero disorientato chiacchiera con un sacerdote (che non sapeva ancora di essere un sarerdote). C’è da dire che sicuramente quest’ultimo, però, era parente, o comunque discendente, del Sig. Sumero Furbok.
L’esercito greco è pronto alla battaglia con l’altro esercito, quello persiano, al che:
Sacerdote: Che ci fai ancora qui? Non dovresti essere a combattere, soldato?
Guerriero: Ma ‘na padellata di cazzi tua?
I due si guardarono un attimo negli occhi, col vento che scompigliava i capelli dei soldato (il sacerdote era calvo) e poi fu il silenzio.
Nell’aria si sentiva, forte e chiaro, l’odore stantio dell’aglio mangiato a pranzo dal sacerdote, ma anche la tensione della battaglia, certo. Si notava anche dal fatto che il soldato tremava, c’era un po’ freddo in effetti e lui aveva addosso soltanto uno slip e quell’orrendo mantello che gi avevano dato con l’uniforme. Poi si fece quasi buio, le nuvole si avvicinarono pericolosamente le une alle altre (il cielo non ha fantasia. Due cose sa fare: addensarsi o schiarirsi), ora si sentiva anche l’umidità… Poi, con un frastuono fragoroso il cielo si ruppe, sembrava stesse crollando, e un fulmine, dal nulla, gracchiò e piombò tra le file dell’esercito persiano, uccidendo un gruppo di guerrieri.
Il guerriero era attonito (s’era anche cagato un po’ sotto in effetti) e il sacerdote era ancora più attonito di lui, era più attonito!
Guerriero: Oh Dio Qualcuno! E’ stato lui, vero?
Sacerdote: Dio Qualcuno? Cosa stai dicendo??
G: E’ stato Dio Qualcuno, Egli con la sua immensa potenza sta decimando i nemici!
S: Ma no, è il fuoco!
G: Sì, lo so, l’abbiamo scoperto 1,2 milioni di anni fa’, ce l’hanno detto a scuola.
S: Ah ok, e questo Qualcuno chi sarebbe?
G: E’ un Dio potentissimo che lancia quelle cose lì: l’ha scoperto il tuo parente sumero 2200 anni fa’.
S: Ma va là, bestemmiatore! Dio Qualcuno non esiste più, è stato Zeus, che in battaglia combatte per noi.
G: Zeus? Mai sentito: chi sarebbe?
S: Una delle divinità dell’Olimpo, anzi, il Re delle divinità, la divinità massima, l’apogeo…
G: Ok, ok, ho capito! E tu come fai a sapere che c’è e combatte per noi?
S: Perché Egli si è rilevato a me, proprio lì ai piedi del Monte Olimpo.
G: E quindi quella cosa luccicosa e che appicca il fuoco la lancerebbe lui e non Dio Qualcuno?
S: Lurido! Ti ho detto di non ripeterlo: vedi? I nemici stanno sbagliando e Zeus li punisce.
G: Quindi è sbagliato fare la guerra?
S: …
G: Che c’è?
S: ‘spetta! Sto pensando…
G: …
S: Ecco, ci sono. Cioè, Zeus mi ha dato la risposta: è sbagliato combattere contro la nostra città, perché Noi, e solo Noi, siamo quelli più furbi.
G: Oh Grande Zeus, combatti al nostro fianco, falcia i nemici in battaglia, trafiggili con le tue…
S: Ok, basta, va’ e cerca di non farti ammazzare.
Quando in seguito il sacerdote (che per semplicità chiameremo Ignorante) dovette spiegare tante cose non badò a lasciare indietro nessuna rivelazione divina. In base a queste mistiche visioni, Zeus era il capo dell’Olimpo nonché degli dei, scagliava fulmini e saette e si faceva tutte le donne del regno (animali compresi). Poi un giorno l’Ignorante ebbe un’altra rivelazione divina. Era in riva al mare e guardava il sole tramontare: si chiese come mai questo accadesse ed ecco che gli apparì Febo, Dio del Sole, che gli confessò (solo a lui, all’orecchio) che trasportava il sole su di un carro ogni mattina all’alba e ogni sera lo riportava nella stalla, dove il sole riposava.
Ignorante: Minchia, dev’essere davvero massacrante!
Febo: A chi lo dici! Un lavoraccio… E la mattina svegliati presto per andare a prendere il Sole e portarlo in cielo, poi per tutto il giorno stai lì a spostarlo di tanto in tanto e poi portarlo di nuovo la sera a letto. Guarda, delle volte vorrei che gli piantassero due protesi, così farebbe tutto da solo!
I: Ma come!
F: Che?
I: Non abbiamo un Dio delle Protesi?
F: No…
E così via gli si rivelarono tutti gli dei dell’Olimpo che erano davvero buoni e volevano che lui sapesse che loro esistevano, così anche gli altri uomini potevano saperlo e così lui poteva diventare quello ricco e a cui nessuno dava torto (ma questo non doveva sapersi in giro).
Ignorante aveva conosciuto una nuova religione che non aveva nemmeno una grinza: un dio per i fulmini, uno per l’oceano, uno per la morte (anzi tre), uno per il sole, uno per la natura e gli animali, uno per le cacche degli uccellini e uno per quando qualcuno aveva la dissenteria. Poi aveva anche conosciuto tutta una serie di dinività minori per la cazzatelle di tutti giorni, quelle cose tipo: manca il sale in casa vallo a prendere tu o chiedi alla divinità del sale, oppure oggi mi si è rotto il sandalo preghiamo quel dio che aggiusta le scarpe perché me lo aggiusti e così via…
(Si tralascia in questo scritto la parte riguardate quei gran furbacchioni dei romani che altro non fecero che copiare, lettera per lettera, le cose di Ignorate, cambiando il nome per evitare di pagare i diritti d’autore.)
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